Biomassa

Il settore della produzione di energia elettrica da biomassa solida nel nostro Paese presenta una potenza totale installata di circa 764 MW (GSE, dati 2017). Tra le fonti energetiche rinnovabili è l’unica in grado di garantire una regolarità e una continuità di esercizio per oltre 8 mila ore l’anno, con produzioni costanti e programmabili, in quanto l’energia pulita generata mediante questa fonte, a differenza delle altre rinnovabili, come l’eolico o il fotovoltaico, non dipende da fattori climatici e ambientali.

Si tratta di un settore “industriale” che genera stabili benefici sia ambientali sia economici, nonché ulteriori ricadute positive per le comunità locali che beneficiano di:

  • interventi per il miglioramento della viabilità/sicurezza stradale
  • piantumazione di aree verdi
  • manutenzione del patrimonio boschivo
  • mantenimento/ricostruzione di attivi presidi contro il dissesto idrogeologico
  • smaltimento delle biomasse residuali (altrimenti destinate alla discarica o bruciate in modo inidoneo)
  • recupero della materia prima (diversamente a carico dello Stato/enti pubblici)

Sono inoltre numerosi i benefici generati per il settore agricolo:

  • produzioni agroenergetiche
  • valorizzazione dei terreni marginali
  • impiego dei sottoprodotti
  • accordi di filiera sottoscritti con il Ministero delle Politiche Agricole Forestali

Tutto ciò perché gran parte delle biomasse impiegate è di provenienza italiana, pertanto la destinazione energetica dei prodotti agricoli spesso rappresenta un’occasione di reddito integrativo per l’impresa agricola, senza tuttavia inficiare le coltivazioni destinate all’agroalimentare ma addirittura valorizzandone l’alternanza colturale e ottimizzando le risorse produttive, garantendo così stabilità di mercato e costanza dei flussi finanziari.

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